RILIEVI ALLA CTU FORMULATI IN APPELLO – Corte di Cassazione, Sez. Seconda Terza, Sentenza n. 25152/26 del 08.10.26

RILIEVI ALLA CTU FORMULATI IN APPELLO

Corte di Cassazione, Sez. Seconda Terza, Sentenza n. 25152/26 del 08.10.26

I rilievi critici alla c.t.u. possono essere formulati, per la prima volta, in appello, purché si mantengano nell’alveo delle argomentazioni difensive di cui all’art. 195, comma 3, c.p.c., e non implichino la produzione di nuovi mezzi istruttori. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva dichiarato inammissibile la produzione, mediante integrale trascrizione nella comparsa conclusionale in appello, di un parere pro veritate reso dal consulente tecnico di parte, volto a censurare nel merito le valutazioni del c.t.u.).

Sentenza Corte di Cassazione

PATROCINIO A SPESE DELLO STATO: CONDANNA SPESE PROCESSUALI – Corte di Cassazione, Sez. Seconda Terza, Decreto n. 25152/26 del 09.09.26

PATROCINIO A SPESE DELLO STATO: CONDANNA SPESE PROCESSUALI

Corte di Cassazione, Sez. Seconda Terza, Decreto n. 25152/26 del 09.09.26

In tema di patrocinio a spese dello Stato, qualora la parte vittoriosa sia ammessa al relativo beneficio, il giudice che condanna la controparte alla rifusione delle spese processuali deve disporre, ai sensi dell’art. 133 del d.P.R. n. 115 del 2002, che il pagamento sia eseguito in favore dello Stato, senza che residui alcun margine di valutazione discrezionale.

Decreto Corte di Cassazione

RAPPORTO DI PREGIUDIZIALITA’: SOSPENSIONE FACOLTATIVA DEL PROCEDIMENTO – Corte di Cassazione, Sez. Seconda Civile, Ordinanza n. 23719/26 del 28.08.26

RAPPORTO DI PREGIUDIZIALITA’: SOSPENSIONE FACOLTATIVA DEL PROCEDIMENTO

Corte di Cassazione, Sez. Seconda Civile, Ordinanza n. 23719/26 del 28.08.26

Qualora fra due giudizi esista un rapporto di pregiudizialità in senso tecnico-giuridico, quello pregiudicato deve essere sospeso finchè quello pregiudicante non sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, mentre successivamente, ove non imposta da una disposizione normativa specifica che richieda di attendere la pronuncia con efficacia di giudicato sulla causa pregiudicante, la sospensione del giudizio pregiudicato non può ritenersi obbligatoria ai sensi dell’art. 295 c.p.c., ma può essere facoltativamente disposta ai sensi dell’art. 337, comma 2, c.p.c. applicandosi, in caso di sopravvenuto conflitto tra giudicati, l’art. 336, comma 2, c.p.c. (Nella specie la S.C. ha confermato, in sede di regolamento di competenza, il provvedimento di sospensione di un giudizio di divisione ereditaria pendente in primo grado nell’attesa della definizione di un giudizio – pendente sempre in primo grado- avente ad oggetto l’accertamento dell’invalidità o dell’inefficacia del trasferimento di una quota societaria di s.r.l. di cui era titolare la de cuius).

Ordinanza Corte di Cassazione

AZIONE DI RIPETIZIONE DI INDEBITO: LEGITTIMAZIONE ATTIVA – Corte di Cassazione, Sez. Prima Civile, Ordinanza n. 24812/26 del 27.08.26

AZIONE DI RIPETIZIONE DI INDEBITO: LEGITTIMAZIONE ATTIVA

Corte di Cassazione, Sez. Prima Civile, Ordinanza n. 24812/26 del 27.08.26

In tema di azione di ripetizione di indebito, la legittimazione attiva è attribuita a chi abbia eseguito il pagamento non dovuto, ovvero al soggetto cui è legalmente riferibile il pagamento, ancorchè incaricato di compiere materialmente la relativa operazione sia un suo rappresentante o nuncius o un suo delegato.

Ordinanza Corte di Cassazione

PROVA DELLA RELATA DI NOTIFICA DELL’UFFICIALE GIUDIZIARIO – Corte di Cassazione, Sez. Prima Civile, Ordinanza n. 25441/26 del 16.09.26

PROVA DELLA RELATA DI NOTIFICA DELL’UFFICIALE GIUDIZIARIO

Corte di Cassazione, Sez. Prima Civile, Ordinanza n. 25441/26 del 16.09.26

Nell’ipotesi di notificazione eseguita ai sensi dell’articolo 140 del Cpc, la relata di notifica fa fede fino a querela di falso in ordine all’attestazione delle operazioni compiute dall’ufficiale giudiziario ed al contenuto estrinseco delle dichiarazioni da lui ricevute, mentre l’attestazione che il luogo della notificazione fosse l’abitazione del notificando, in quanto risultante da attività meramente informativa, non può considerarsi assistita dalla fede pubblica privilegiata, ben potendo essere dimostrata non rispondente a verità con ogni mezzo di prova.

Ordinanza Corte di Cassazione

COMPETENZA TERRITORIALE NEL GIUDIZIO CIVILE DI RINVIO EX ART. 622 C.P.P. – Corte di Cassazione, Sez. Prima Civile, Sentenza n. 25224/26 del 11.09.26

COMPETENZA TERRITORIALE NEL GIUDIZIO CIVILE DI RINVIO EX ART. 622 C.P.P.

Corte di Cassazione, Sez. Prima Civile, Sentenza n. 25224/26 del 11.09.26

Il “silenzio” dell’art. 622 c.p.p. in ordine alla competenza per territorio è meramente apparente, in quanto la norma la dà per implicitamente presupposta. Poiché, infatti, il giudizio in sede civile costituisce la prosecuzione del processo avente ad oggetto l’azione civile esercitata nel processo penale e la lite, sia pur nelle diverse forme richieste per il suo esercizio nel processo penale, pende, sin dalla costituzione di parte civile, tra le parti innanzi ad un giudice, è innanzi a quel medesimo giudice, sia pur in sede civile (e, dunque, garantendo l’alterità del giudice del rinvio), che questa deve essere proseguita e conclusa. D’altra parte, il riferimento, nel testo dell’art. 622, al giudice civile competente per “valore” in grado di appello induce a ritenere che questo sia l’unico dei tre criteri del rito civile che mantiene rilevanza per la determinazione della competenza e che abbisogna, perciò, di un’esplicita previsione e di una scelta ad hoc da parte del legislatore.

Sentenza Corte di Cassazione

SPESE PER CONSULENTE TECNICO DI PARTE E PERIZIA IN FASE STRAGIUDIZIALE – Corte di Cassazione, Sez. Unite Civili, Ordinanza n. 24699/26 del 18.08.26

SPESE PER CONSULENTE TECNICO DI PARTE E PERIZIA IN FASE STRAGIUDIZIALE

Corte di Cassazione, Sez. Unite Civili, Ordinanza n. 24699/26 del 18.08.26

La nomina di un consulente di parte nel corso del processo fa presumere de facto che la parte abbia assunto l’obbligazione di remunerarlo, ai sensi dell’art. 1709 c.c., sicchè la relativa spesa, in quanto rientrante nelle spese di lite di cui all’art. 91 c.p.c., va liquidata ex officio a prescindere dall’avvenuta dimostrazione del relativo esborso, salvo che l’altra parte dimostri che la prestazione sia avvenuta a titolo gratuito o il debito sia altrimenti estinto. Tale principio non può applicarsi per le spese per ottenere una perizia di parte nella fase stragiudiziale, le quali, non essendo spese processuali, costituiscono un danno emergente, che non è liquidabile d’ufficio, ed esige invece una domanda di parte e la prova del danno consistito nella necessità di dover sostenere un esborso, il cui risarcimento non ha per presupposto la dimostrazione, da parte del danneggiato, che la spesa è stata già sostenuta, essendo sufficiente che egli provi di avere contratto la relativa obbligazione, oppure la necessità o l’utilità della spesa da sostenere in futuro.

Ordinanza Corte di Cassazione

PIGNORAMENTO PRESSO TERZI: CREDITO DI NATURA TRIBUTARIA – Corte di Cassazione, Sez. Unite Civili, Ordinanza n. 24845/26 del 29.08.26

PIGNORAMENTO PRESSO TERZI: CREDITO DI NATURA TRIBUTARIA

Corte di Cassazione, Sez. Unite Civili, Ordinanza n. 24845/26 del 29.08.26

Giurisdizione del giudice ordinario in ordine al giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo, pur quando esso abbia ad oggetto un credito di natura tributaria, in quanto, pur conservando la dichiarazione negativa dell’amministrazione finanziaria “la natura di atto espressivo del potere impositivo che può essere impugnata dal debitore esecutato innanzi al giudice tributario nei termini di legge”, l’accertamento del rapporto di credito oggetto di pignoramento, contenuto nella sentenza che conclude il giudizio, non fa stato nei confronti del debitore esecutato, ma solo tra creditore e terzo, avendo un’efficacia limitata alla fase esecutiva.

Ordinanza Corte di Cassazione

FIDEIUSSIONI ORDINARIE TRA LA BANCA ED IL CLIENTE – CLAUSOLE DI REVIVISCENZA, DI SOPRAVVENIENZA E DI DEROGA ALL’ART. 1957 C.C. RIPRODUTTIVE DELLO SCHEMA ABI – RILASCIO DELLE CLAUSOLE AL DI FUORI DEL PERIODO COMPRESO TRA IL 2002 ED IL 2005 – Corte di Cassazione, Sez. Unite Civili, Sentenza n. 24825/26 del 28.08.26

FIDEIUSSIONI ORDINARIE TRA LA BANCA ED IL CLIENTE – CLAUSOLE DI REVIVISCENZA, DI SOPRAVVENIENZA E DI DEROGA ALL’ART. 1957 C.C. RIPRODUTTIVE DELLO SCHEMA ABI – RILASCIO DELLE CLAUSOLE AL DI FUORI DEL PERIODO COMPRESO TRA IL 2002 ED IL 2005

Corte di Cassazione, Sez. Unite Civili, Sentenza n. 24825/26 del 28.08.26

Nel caso di fideiussione specifica riproduttiva delle clausole di reviviscenza, di sopravvivenza e di deroga all’art. 1957 cod. civ., costituita in un tempo pregresso e successivo al lasso temporale oggetto del provvedimento della Banca d’Italia n. 55 del 2005, il giudice di merito accerta, nell’ambito del suo proprio sindacato, la rispondenza o meno del modello negoziale utilizzato a un’intesa o pratica concordata con effetti restrittivi della concorrenza, tale da determinare la nullità della garanzia “a valle”, a mente dei principî enunciati dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 41994 del 2021, utilizzando, quale elemento di prova da solo non sufficiente, il suddetto accertamento amministrativo, previa ricognizione del contenuto e della portata di esso con riferimento sia all’ambito temporale sia all’ambito oggettivo ulteriori rispetto a quelli suoi propri.

Qualora una fideiussione rechi una clausola di “pagamento a prima richiesta”, il creditore evita, in ragione di essa, d’incorrere in decadenza anche con un’istanza stragiudiziale inviata al garante nei termini previsti dall’art. 1957, cod. civ., seppure la compresente clausola di esenzione dal rispetto dei suddetti termini sia stata dichiarata nulla perché oggetto d’intese o pratiche concordate indebitamente restrittive della concorrenza nel mercato rilevante.

Sentenza Corte di Cassazione

INCIDENTE STRADALE: RAPPORTO TRA GIUDIZIO CIVILE E PENALE – PRESCRIZIONI ED ECCEZIONI – Corte di Cassazione, Sez. Unite Civili, Sentenza n. 24599/26 del 10.08.26

INCIDENTE STRADALE: RAPPORTO TRA GIUDIZIO CIVILE E PENALE – PRESCRIZIONI ED ECCEZIONI

Corte di Cassazione, Sez. Unite Civili, Sentenza n. 24599/26 del 10.08.26

Nel caso in cui il fatto illecito sia considerato dalla legge come reato, gli atti interruttivi della prescrizione di quest’ultimo interrompono la prescrizione del diritto al risarcimento del danno (o alle restituzioni) nella sola ipotesi in cui l’azione civile sia esercitata nel processo penale, in ragione degli “adattamenti” dell’azione civile di danno resi necessari dal suo inserimento nel processo penale;

in caso di esercizio dell’azione civile nel processo penale, l’imputato o il responsabile civile, il quale intenda sollevare l’eccezione di prescrizione del diritto al risarcimento del danno, ha l’onere di farlo nel processo penale;

nel giudizio civile riassunto ex art. 622 c.p.p. è consentito alle parti allegare fatti nuovi e formulare nuove domande e nuove eccezioni, data la natura autonoma di tale giudizio rispetto a quello svoltosi davanti al giudice penale, con l’unico limite che tali fatti, domande ed eccezioni restino nell’ambito della vicenda storica sottoposta al giudice penale.

Sentenza Corte di Cassazione