Caso Barnea e Caldararu c. Italia, ricorso n. 37931/2015, deciso dalla I° Sezione della CEDU in data 22 giugno 2017 – diritto al rispetto della vita privata e familiare

Con la decisione resa in data 22 giugno 2017 sul caso “Barnea e Caldararu c. Italia”, la CEDU ha condannato l’Italia per violazione dell’art. 8 della Convenzione Europea dei diritti Umani (diritto al rispetto della vita privata e familiare).

Il ricorso alla CEDU è stato promosso dalla coppia di genitori della minore nonché dai suoi due fratelli e dalla sorella.

Nella fattispecie in esame, la figlia minore della coppia di ricorrenti, era stata allontanata dal nucleo familiare all’età di 28 mesi, con decisione del 2009 da parte del Tribunale per i Minorenni. A seguito di ricorso da parte dei genitori, la Corte d’Appello, nel mese di ottobre 2012 aveva però riformato la decisione del Tribunale per i Minorenni, ordinando il reinserimento della bambina nel nucleo familiare d’origine, stabilendo, inoltre che fosse attuato a tal fine un programma per il riavvicinamento tra i genitori e la figlia allontanata.

Tuttavia, soltanto nel 2016 il Tribunale per i Minorenni aveva disposto il rientro della minore in famiglia, decisione confermata dalla Corte d’Appello nel novembre dello stesso anno, nonostante la bambina avesse avuto gravi difficoltà psicologiche con il reinserimento, a causa della lunga permanenza al di fuori del nucleo familiare di origine.

La Corte EDU ha accolto il ricorso, chiarendo che le conseguenze negative descritte sono da imputare alla condotta delle Autorità italiane, che hanno lasciato trascorrere anni prima di reinserire la minore nel nucleo familiare di origine, senza prevedere un adeguato programma volto alla conservazione dei legami, ormai compromessi.

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